POTENZA 2017

CITTA’ DIPENDENTE, SENZA VISIONE D’INSIEME, DECONTESTUALIZZATA DALLE

SCELTE POLITICHE REGIONALI .

(CONSOCIATIVISMO - DEPOTENTINIZZAZIONE)

Documento approvato dalla Direzione Regionale di Scelta Civica per l’Italia di Basilicata

Chiunque è andato al Governo della Città di Potenza, negli ultimi 12 anni, lo ha fatto in base ad una critica radicale delle gestioni precedenti .

E i temi del ruolo e delle aspettative della Città – Capoluogo, conseguentemente, sono diventati secondari rispetto alle persistenti polemiche strumentali poste in campo.

Si è voluto ad ogni costo offuscare quanto di buono sia stato fatto precedentemente a livello amministrativo nel settore dei servizi e della cultura ( recupero del Centro Storico, Istituzione dell’Università di Basilicata, Teatro Stabile, Conservatorio di Musica, Palazzo Loffredo, Scale Mobili, 1000 Alloggi popolari, 750 prefabbricati a Bucaletto, Impianto sportivo di Rossellino, per non dimenticare le risorse europee destinate ai P R U S T ed al finanziamento del mancato Aeroporto : 50 miliardi delle vecchie lire ) .

Nell’immaginario collettivo per le nuove amministrazioni in carica doveva passare “ il messaggio ” che il precedente operato amministrativo era aduso a dissipare il danaro pubblico per imperizia amministrativa e superficialità contabile.

E’ noto che una Città di servizi, come Potenza, non disponendo di entrate proprie e vivendo di trasferimenti erariali limitati, debba ricorrere all’indebitamento di esercizio, come succede ancora in tutti i Comuni d’Italia, per ottemperare ai propri doveri istituzionali.

Così è andata la storia nel corso degli ultimi 12 anni.

C’è da ricordare che le Amministrazioni che vanno dal 2004 al 2014 sono state di centro – sinistra ! In questa formula politica va inclusa anche quella attuale, che ha snaturato incoerentemente la propria identità politica di partenza, per il desiderio di farla passare come una cosa fatta per il bene esclusivo della Città !

Va aggiunto, ancora, che per le ultime tre amministrazioni al potere della Città, quella Potenza piena di debiti e brutta ereditata andava, di volta in volta, mortificata usando un linguaggio scomposto e politicamente opinabile verso le precedenti Amministrazioni.

Ultimamente, le cose sono improvvisamente cambiate, tanto è che alla fine del 2016, l’Amministrazione in carica ha subito l’idea, dopo le tante contumelie precedentemente diffuse in città, di proporre a livello nazionale la faccia di Potenza in occasione del Concerto Rai di fine d’anno.

Quella stessa Città, afflitta da problemi insoluti, stigmatizzati con ardore giacobino, è apparsa, come d’incanto, nelle case degli italiani, televisivamente parlando, come una Città accogliente, messa a festa, decorosa.

Quella identica Città, prima, mortificata e sciatta, all’improvviso è rinata sorprendendo, perfino, gli attuali amministratori in carica.

La Direzione Regionale di Scelta Civica per l’Italia Basilicata

Tutto questo accade, perché?

Perché si sta diffondendo la tendenza che chi vince le elezioni tende a modificare, appena giunto al potere, il proprio comportamento ?

E’ diventata, purtroppo, una regola della lotta politica ricorrere a metodi sbrigativi e cinici per vincere, per parlare, appena dopo qualche anno di ordinario governo, da piccoli statisti per dimostrare che, grazie al loro impegno, la Città è rimessa a posto e risanata !

In un tale comportamento, a parere di Scelta Civica per l’Italia di Basilicata, non c’è soltanto malafede ed imbroglio degli elettori, c’è la mancanza di cultura di governo della cosa pubblica che è, invece, una cosa terza rispetto all’interesse personale o di parte.

A memoria dei cittadini di Potenza va ricordato che, nel corso degli anni ’80, prima del terremoto, la Politica del tempo affiancò la continuità amministrativa di centro sinistra con quelle delle passate giunte coinvolgendo, direttamente, nell’attività municipale i Sindaci delle precedenti amministrazioni ( Bellino e Mecca ) .

Tale operazione politica, utile e corretta, non risale al periodo dell’era glaciale bensì a qualche decennio addietro, quando la Politica rispettava il pluralismo sociale ed operava con i diversi livelli nazionali e locali per organizzare e sostenere al meglio lo sviluppo del Capoluogo.

Il progetto “ Potenza : Città Regione “, si ricordi, appassionò, pur in presenza di posizioni differenziate, il dibattito politico con risultati interessanti ed alterni.

Quella impostazione politica ed amministrativa era, riteniamo che lo sia ancora oggi, l’espressione di un modo di concepire la “ Politica “ come uno strumento civile qualificato attraverso il quale il confronto aperto consentì a tutte le espressioni politiche, culturali, associative, categoriali, imprenditoriali, professionali cittadine di dire la loro e di partecipare attivamente alla condivisione delle scelte istituzionali.

Con la Città di Matera, un altro esempio, nello stesso periodo citato, si sono intrattenuti non solo formali scambi di cortesia, come sovente accade oggi, ma sono stati, invece, stipulati protocolli di intesa, elaborati in sede di Giunta ed approvati in congiunti Consigli comunali, rispettivamente a Matera e a Potenza.

Da questa narrazione ne discende che la decontestualizzazione culturale e politica di una comunità, come Potenza, rispetto alle realtà istituzionali presenti sul territorio regionale non le giova perché si perde tempo in termini di organizzazione e di programmazione futura della stessa.

Tuttavia Potenza è e rimane, nonostante la sua endemica crisi, nonostante la ricorrente spoliazione amministrativa in atto, sono stati soppressi 15 Enti direzionali di 1^ livello, nonostante la scientifica “ depotentinizzazione, “ studiata a tavolino, delle strutture di rappresentanza nazionale e regionale, l’unica grande Città della Basilicata .

La Città di Potenza non c’è nella Regione come a Roma.

Ciò detto, Potenza non può tirare a campare o essere dipendente dalla volontà politica altrui; deve recuperare la propria dignità politica e mettersi alla testa dei vagoni dello sviluppo regionale.

Necessita, in conclusione, mettere mano ad un nuovo progetto della Città – Capoluogo, che continua a perdere colpi ed arretra rispetto al territorio del Materano che, giustamente, cresce; a quello del Melfese che si sta stabilizzando su livelli occupazionali certi; a quello della Val d’Agri che, autonomamente, gestisce le proprie risorse naturali.

E’, dunque, tempo a Potenza di voltare pagina .

 

Potenza, 27 gennaio 2017

La Direzione Regionale di Scelta Civica per l’Italia Basilicata


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